Everyday Life

Luba

Amsterdam

17/05/2017

Apro gli occhi e vedo te, che senti la sveglia prima di tutti, e dal fondo del letto ti avvicini al mio viso annusandomi, facendomi capire che è l’ora di alzarsi. Delle volte, invece, quando si vede che sei più impaziente, ti ritrovo appollaiata a mo’ di gallina sulla mia schiena, intenta a fissarmi con i tuoi grandi occhi gialli che a stento riescono a stare aperti. La voglia di dormire prova a prendere il sopravvento su entrambi, ma finalmente decido di alzarmi, mentre tu mi lasci fare perché sai che adesso arriverà la parte interessante della mattinata.

Mi trascino fuori dal letto e come prima cosa alzo la tapparella per far entrare luce nella stanza. Tu non mi lasci neanche finire che come un fulmine passi dal letto al comodino e con un salto preciso (e fin troppo pimpante per un gatto di 15 anni) sali sul davanzale, dove cominci la tua danza sinuosa, strofinandoti sugli infissi che portano i segni di quel tuo rituale. Mi guardi per capire se sono intenzionato a darti attenzioni e se mi vedi distratto provi anche a miagolare un paio di volte. Ma la tua battaglia è già vinta in partenza: mi avvicino e ti accarezzo per un po’ guardando fuori, e, mentre la mia mano si riscalda tra il tuo pelo, penso alla giornata che mi aspetterà. Continua a leggere

Standard
Racconti

La racchetta

 

Amsterdam

06/02/2017

Capisco, capisco – ripeteva Filippo, fissando la chioma tenuta a bada da abbondante gel che gli stava di fronte. In realtà non stava capendo, anzi, non stava proprio ascoltando. Da quando aveva messo piede dentro l’ufficio del suo capo, Filippo non aveva fatto altro che pensare a quel giorno lontano in cui aveva spaccato in due la faccia di suo fratello con una racchetta da tennis.

Continua a leggere

Standard
Everyday Life

Andare a scuola

28/03/2013 Utrecht

Sono le 7.47 quando la sveglia del mio cellulare suona per la prima volta. La spengo e mi rimetto giù. Alle 7.53 suona una seconda volta, e, anche questa, la ignoro. Alle 8.01 suona la terza ed ultima sveglia. Questa è quella che mi deve far alzare dal letto per forza.

Copro tutte le azioni d’obbligo con una disciplina quasi militare e una volta in bagno comincio a capire chi sono e dove mi trovo.

Bevo il caffè mentre decido come vestirmi.

Il tempo fuori è grigio ed il cielo non sembra altro che un blocco di cemento appeso lì, sopra la città.

Non piove. Non ancora.

È primavera e le temperature finalmente si sono alzate ad un livello di sopportazione accettabile.

Continua a leggere

Standard
Momenti

Momenti #1

Amsterdam 

16/10/2016

Fuori, il vento.

Dentro, gente che parla tutta insieme ad un volume troppo alto persino per accorgersi della presenza della musica in sottofondo.

Fuori, un fiume di gente in uniformi dai colori sgargianti si rincorre lungo l’Amstel, regalando a questa giornata grigia un po’ di colore.

Dentro, cameriere paonazze e disordinate, corrono avanti e indietro con le mani ricolme di cioccolate calde e torte di mele.

Fuori,all’angolo della strada, un ausiliare del traffico in uniforme catarifrangente fa segno ai corridori di proseguire dritto lungo lo stradone. Lo fa con quella sufficienza tipica di chi ha senz’altro la testa da un’altra parte.

Dentro, seduta al bancone, una ragazza con lunghi capelli biondi e tacchi a spillo rossi, parla al telefono e contemporaneamente sorseggia un gin tonic, non curandosi minimamente di quello che le accade intorno e sopratutto di quel ragazzo al suo fianco che ora sembra in evidente imbarazzo. Sulla parete alle spalle di questa coppia un grande specchio dorato e qualche poster sbiadito dell’Ajax, dettaglio che mi fa salire per un momento una tristezza incredibile.

Fuori, le foglie cadono sollecitate dalle raffiche di vento e dalla pioggia che adesso ha cominciato a cadere con forza.

Dentro, nessuno sembra accorgersi di me. Così resto lì, fermo, a guardarmi intorno come un qualsiasi spettatore, godendomi per un attimo lo spettacolo del mondo che, fuori da queste mura, si rincorre.

G.

                 frame-from-the-movie-blue-valentine_1

Frame dal film ‘Blue Valentine’ di Derek Cianfrance (2010)

Standard