Everyday Life

Luba

Amsterdam

17/05/2017

Apro gli occhi e vedo te, che senti la sveglia prima di tutti, e dal fondo del letto ti avvicini al mio viso annusandomi, facendomi capire che è l’ora di alzarsi. Delle volte, invece, quando si vede che sei più impaziente, ti ritrovo appollaiata a mo’ di gallina sulla mia schiena, intenta a fissarmi con i tuoi grandi occhi gialli che a stento riescono a stare aperti. La voglia di dormire prova a prendere il sopravvento su entrambi, ma finalmente decido di alzarmi, mentre tu mi lasci fare perché sai che adesso arriverà la parte interessante della mattinata.

Mi trascino fuori dal letto e come prima cosa alzo la tapparella per far entrare luce nella stanza. Tu non mi lasci neanche finire che come un fulmine passi dal letto al comodino e con un salto preciso (e fin troppo pimpante per un gatto di 15 anni) sali sul davanzale, dove cominci la tua danza sinuosa, strofinandoti sugli infissi che portano i segni di quel tuo rituale. Mi guardi per capire se sono intenzionato a darti attenzioni e se mi vedi distratto provi anche a miagolare un paio di volte. Ma la tua battaglia è già vinta in partenza: mi avvicino e ti accarezzo per un po’ guardando fuori, e, mentre la mia mano si riscalda tra il tuo pelo, penso alla giornata che mi aspetterà. Continua a leggere

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Racconti

La racchetta

 

Amsterdam

06/02/2017

Capisco, capisco – ripeteva Filippo, fissando la chioma tenuta a bada da abbondante gel che gli stava di fronte. In realtà non stava capendo, anzi, non stava proprio ascoltando. Da quando aveva messo piede dentro l’ufficio del suo capo, Filippo non aveva fatto altro che pensare a quel giorno lontano in cui aveva spaccato in due la faccia di suo fratello con una racchetta da tennis.

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