Racconti

La racchetta

 

Amsterdam

06/02/2017

Capisco, capisco – ripeteva Filippo, fissando la chioma tenuta a bada da abbondante gel che gli stava di fronte. In realtà non stava capendo, anzi, non stava proprio ascoltando. Da quando aveva messo piede dentro l’ufficio del suo capo, Filippo non aveva fatto altro che pensare a quel giorno lontano in cui aveva spaccato in due la faccia di suo fratello con una racchetta da tennis.

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Racconti

Breve storia di una poltrona

 

Amsterdam

13/01/2017

Federico aveva acquistato la sua poltrona Frau Vanity Fair rossa il 12 Novembre del 1984 e da quel momento non l’aveva mai più abbandonata. Se l’era portata dietro con sé sempre, ovunque. L’aveva comprata con il suo primo stipendio da architetto che si era guadagnato appena finita l’università. L’aveva regalata al padre che gli aveva pagato gli studi con anni di sacrifici e doppi turni alla raffineria ENI di Sannazzaro de’ Burgundi. Quando prenderò il mio primo stipendio ti prenderò un bel regalo, quello che vuoi papà – gli aveva detto il primo giorno di università – che cosa vorresti? – Suo padre era sempre stato un gran lavoratore, e la cosa che ripeteva quando qualcuno gli chiedeva cosa avrebbe fatto una volta in pensione, lui rispondeva sempre con la stessa frase: – me ne starò seduto a leggere libri tutto il giorno – Così quando Federico gli fece quella domanda, lui aveva risposto – una bella poltrona – ridendo sotto quei baffi oramai grigi che portava da più di 30 anni.

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Everyday Life, Momenti, Racconti

Ogni Volta

Malpensa, Terminal 2

11/12/2016

– E che cosa ne dici di questo? –

– Mamma non mi ci sta più niente, non lo vedi? E poi devo ancora metter dentro il formaggio e il salame –

– Hai ragione. E questo? – puntando il dito verso un ingombrante appendiabiti – avevo visto che avevi rotto quello in bagno l’altra volta che siamo venuti a trovarti. –

– Mamma… – respirando – …te l’ho appena detto, non ho più spazio.

– Okay okay, bandiera bianca, ci rinuncio. Ti lascio finire da solo, intanto comincio ad andare giù a tirarti fuori il formaggio e il salame. –

Finalmente rimango solo per un momento nella mia cameretta di quando ero un adolescente. Comincia sempre così il viaggio di ritorno ad Amsterdam ogni volta che scendo per vedere un po’ i miei e mio fratello se non è via per lavoro o a Copenhagen dalla fidanzata.

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Racconti

Le prime impressioni

Amsterdam 7/10/2016

Capita, delle volte, di incontrare persone, che a una prima occhiata non ci piacciono. Poi, tutt’a un tratto, succede qualcosa, un episodio, una sciocchezza, che ci fa capire quanto ci stessimo sbagliando. E da quel momento in poi c’è pure il rischio che quelle persone possano diventare una figura importante nella nostra vita. Ecco, a me di solito succede sempre di incontrare un coglione che poi si rivela proprio come tale. Proprio come l’altro giorno: c’era il ‘derby d’Italia’ nel tardo pomeriggio di una domenica settembrina ancora calda e assolata, e avevo voglia di vedere la partita in compagnia di qualche amico, ovviamente italiano (gli olandesi non me ne vogliano, ma non capiscono un cazzo di calcio), con cui sputare sentenze insultandoci a vicenda (tra parentesi, io non tifo per nessuna squadra, mi limito a gufare sempre per la più forte).

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Racconti

Stellina chiamata in corso

Londra

19/07/2013

Era una giornata di novembre, e a C. cominciava a fare abbastanza freddo. Non ricordo di preciso che giorno fosse, ma nei pressi della stazione C.B., gli aceri avevano già cominciato a farsi spogli. Pioveva. Quella pioggia fine, quasi impercettibile; come quando, all’autolavaggio, vieni inondato da una nuvola di acqua nebulizzata. Non senti le gocce, ma ne esci bagnato. Non dava fastidio di per sé, ma con il vento di C., si.

Mi trovavo in una stanza spoglia e annoiata, dell’immobiliare “2emme” di via Garibaldi. Una scrivania, un manifesto pubblicitario della stessa agenzia, un appendiabiti di plastica, tre pareti color crema, una color menta, la tizia dell’agenzia in tailleur blu scuro, il proprietario dell’appartamento in via B. numero 2 interno 13, io e il mio ‘di lì a poco’ coinquilino N.

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Racconti

Il nonno che non ho mai visto

Amsterdam

06/07/2016

Oggi è morto mio nonno. Non lo conoscevo, ne avevo mai visto una foto di lui. Mia madre, un giorno di tanti anni fa, ci aveva chiesto se avessimo voluto incontrarlo. Io un po’ curioso lo ero, ma la fermezza di mio fratello nel rifiutare quell’invito mi spinse a stare in silenzio e ad adeguarmi alla sua decisione. Non ci aveva mai voluto conoscere nemmeno lui. Stava, da più di 30 anni, in una villa sul mare a Sanremo, il luogo di villeggiatura dell’infanzia di mia madre. Lei non ci aveva parlato per almeno 25.

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