Everyday Life

Breve catalogo della Fauna da campeggio

Castiglione della pescaia

27/08/2016

Tornare in un campeggio a distanza di 15 anni mi ha dato la possibilità di rendermi conto di cose che non ero minimamente in grado di vedere e pensare prima. Ecco perché, dopo 10 giorni passati in una tenda con il materassino bucato e un fratello russatore professionista (ovviamente senza offesa) ho deciso di stilare una piccola raccolta di quelle che sono le tipologie di persone che puoi incontrare in un realtà come il campeggio. Nonostante fossimo andati lì a godere della natura e della flora locale, alla fine e come sempre, il mio interesse è ricaduto sulla fauna del posto. Per cui la cosa più naturale che mi è venuto da fare,durante queste vacanze è stata quella di osservare, guardarmi intorno e di compilare un piccolo catalogo della fauna da campeggio. L’intento di non offendere nessuno c’è, ma come si sa, la realtà dei fatti è sempre diversa dall’intenzione.

1) IL TUTTOFARE

Brutto, sempre sudato e un po’ puzzolente. Indossa ogni giorno la stessa maglietta sgualcita del campeggio e sempre lo stesso paio di bermuda. È di solito un po’ spelacchiato, e se si toglie la maglietta puoi davvero notare la differenza del colore della pelle (la cosiddetta abbronzatura da muratore). È sempre sudato perché non si ferma mai un momento ma è la persona più buona, gentile e disponibile del campeggio. È come un automa: se chiedi lui fa, e sempre con il sorriso stampato in viso e la battuta pronta. Perché in fondo lui lo sa davvero che questo campeggio sarebbe morto senza di lui. Gira sempre con una graziella tutta sgangherata. Lo senti arrivare fin dall’ingresso del campeggio da quanto quella bicicletta è arrugginita. Nel cestino, qualsiasi cosa possiate immaginare: una volta gli ho visto tirare fuori persino un flessibile e un pezzo di fumo che cercava di vendere a qualche genitore insospettabilmente interessato.

2)  LA RECEPTIONISTA

Sempre con il broncio e mai una volta cortese, sembra ti stia facendo il più grande dei favori possibili assegnandoti una piazzola che strapagherai. Il problema di fondo è che la receptionista deve ingoiare il boccone amaro ogni giorno, vedendo ogni persona intorno a lei che è lì in vacanza a riposarsi e divertirsi, mentre lei muore di caldo in uno sgabbiotto che, il più delle volte, ha come unico comfort un ventilatore degli anni ’70. L’unico modo che si ha per esser trattati con un minimo di gentilezza è quella di mostrare un po’ di empatia (commiserazione) nei suoi confronti, magari esclamando, così tutt’a un tratto, una frase del tipo: ‘Ma come fate a stare qui tutto il giorno con questo caldo, non è giusto. È disumano’. Così capiranno che state dalla loro parte, che tifate per loro. E allora cominceranno a trattarvi in maniera diversa magari dandovi anche la possibilità di avere quella bella piazzola isolata, in piena ombra e vicino al mare, che il Tuttofare del campeggio vi aveva detto che era appena stata data via.

3) LO SPORTIVO

Fa qualsiasi tipo di attività, dal mattino alla sera. Lo senti già dall’alba che salta con la corda prima di lanciarsi tra le pinete circostanti con la sua mountain bike da 5000 euro. Fa flessioni e addominali non appena ha 30 secondi liberi e l’unico abbagliamento possibile per lui è quello tecnico da ‘IronMan’: salopette aderente di tessuto tecnico traspirante, con pantaloncini rinforzati sul linguine, berretto da ciclista e occhiali Oakley. Nelle ore centrali della giornata, tra mezzogiorno e le 3, quando il sole picchia più forte che mai e la gente sviene anche solo a fare due passi, lui non demorde e va a correre sulla spiaggia di modo da poter abbinare all’allenamento anche un po’ di tintarella. Tipica è l’abbronzatura a ‘macchie di leopardo’ con l’immancabile segno degli occhiali che lo fanno sembrare più una persona affetta da vitiligine piuttosto che un tri-atleta. Chiude la sua giornata con un po’ di windsurf, canoa o paddle, dipende da cosa è più in voga al momento (quest’anno sicuramente il paddle), così da permettere a te che non fai altro che stramazzare in spiaggia tutto il giorno, di scattare meravigliose foto di lui che si allontana rincorrendo il tramonto. Lo sportivo si allena per se stesso certo, ma anche un po’ per te: è una persona generosa insomma.

4) QUELLI CHE è IL PRIMO ANNO CHE VENGONO SENZA FIGLI

Sono una categoria molto facile da riconoscere e, quindi, da evitare. Coppie di mezza età, tra i 40 e i 50 anni, lei bassa e un po’ tarchiatella, lui brizzolato e con una catenina d’oro al collo. Di solito sono ben attrezzati di ogni genere di comfort, e come tutti gli anni, hanno deciso di passare 15 giorni lì a godersi la vita da spiaggia. I problemi per loro però incominciano quando, ad un certo punto, si rendono conto che qualcosa di diverso rispetto agli anni passati c’è. La loro figlia adolescente di 16 anni ha deciso per la prima volta di non seguirli, ed è come se tutt’a un tratto lo realizzassero. Si guardano intorno, spauriti, con lo sguardo perso nel vuoto, incapaci di trovare una singola cosa di cui parlare. L’unico argomento di discussione è che cosa preparare per pranzo e cena mentre fanno colazione. Lui, di solito, dopo una settimana comincia a manifestare tutto il suo disagio nel ritrovarsi in un contesto che non riconosce più: ‘Siamo venuti qui per 10 anni con nostra figlia, questo è il primo anno senza di lei’, è la frase con cui apre ogni conversazione. E, se per caso sei un giovane, più o meno coetaneo di sua figlia, stai pur certo che non ti mollerà più: ti cercherà, ti inseguirà e una volta tra le sue grinfie sarai costretto ad assecondare ogni capriccio di questa povera anima in pena che, grazie alla tua presenza, riuscirà, per un momento, a sentirsi ancora utile e vivo per un po’.

5) I SUPER-ORGANIZZATI AKA LE FAMIGLIE ALLARGATE AKA I VETERANI

Vengono in questo campeggio da ancora prima che tu fossi nato, a volte da ancora prima che lo stesso campeggio esistesse (Dio solo sa come sia possibile), sempre nello stesso periodo dell’anno e conoscono tutto e tutti. Si sentono i padroni del campeggio, nonostante paghino esattamente come tutti gli altri, ma ti guardano con disprezzo, dal basso verso l’alto, con quell’aria di disprezzo di chi sa’ che è la prima volta che capiti da quelle parti. Per loro le regole del campeggio non valgono: dove c’è un divieto di accendere il fuoco, loro ci piazzano due belle griglie e fanno barbecue ad ogni momento del giorno, invitando quelli del campeggio ad unirsi alle loro abbuffate (questa razza di mammiferi ha come qualità principale la furbizia e, soprattutto la strafottenza). Sono anche organizzati a livelli che sfiorano il professionismo: carrelli tenda o caravan, con verande da almeno 50 mq comprendenti di cucina a 5 fuochi (più grande di quella che ogni persona normale ha in casa propria), forno, dispense varie, frigo da 500 litri comprendente di congelatore dove stipare un capretto intero, tavolo da 10/12 persone, area relax/living, dove ho persino avvistato poltrone imbottite e divanetti, e parabola per trasmettere SKY ad ogni ora del giorno e della notte. Al mare o in giro per il campeggio non li vedi mai, sono sempre asserragliati intorno a quelle griglie che emanano calore e profumo di carne bruciata. Non si muovo mai da soli, ma sono sempre tutti insieme come grandi famiglie allargate: è facile vedere nonne, zie, nipoti e cugini vari, tutt’intorno al tavolo a ridere e scherzare fino all’alba. Li vedi abbronzati ma molto probabilmente è solo l’effetto delle enormi quantità di alcol che costantemente ingurgitano che gli rende gote e naso rossi come il fuoco. Sono chiassosi e irrispettosi della pace altrui. E tutt’a un tratto, dopo almeno un mese di permanenza, ti alzi al mattino e non ci sono più, scomparsi più in fretta di un batter d’ali e senza lasciare traccia. E tu, rimani lì, a chiederti come abbiano potuto non scordarsi la nonna muta sempre seduta, in mezzo a tutto quel ben di Dio che si sono portati dietro.

6) I NEO-SPOSATI AKA LE GIOVANI COPPIE

Di solito è lui che ha deciso di venire in campeggio, retaggio di quella che fu l’infanzia e l’adolescenza che vedeva come sola ed unica opzione quella di passare le vacanze in quel modo. Lei è quasi sempre sconvolta, schifata e con il broncio. La vedi lamentarsi un po’ di tutto: della non pulizia dei bagni e docce, delle prese di corrente troppo lontane dagli specchi, dei prezzi folli del mini-market dentro al campeggio, del troppo rumore proveniente dalle tende vicine, e persino del troppo caldo. Lui, che pensava di aver avuto un’idea carina a portarla in quei luoghi dove è cresciuto e magari è diventato pure l’uomo che è adesso, si deve ricredere dopo non più di 48 ore, e constatare che quello invece è stato uno dei più grandi errori della sua vita. Lo vedi sempre almeno 5 passi dietro di lei, costretto a rincorrere quella giovane donna che molto probabilmente lo lascerà durante il viaggio di ritorno di quella che per lei è stata una delle esperienze più brutte e traumatiche della sua vita.

7) LE ANIMATRICI

Anche loro, così come il Tuttofare, sono una delle anime del campeggio. Ragazze giovani, massimo 20 anni, sono lì a farsi il mazzo tutto il giorno sotto il sole tra mini-club, acqua gym, e balli di gruppo. Attive 24 ore su 24, 7 giorni su 7, le vedi sempre e ovunque, pronte a braccarti e a obbligarti, con un sorriso da farti sciogliere il cuore, a unirti a loro per l’imminente tombolata del giovedì sera. Ma sono anche coloro che aiutano i genitori a farsi un po’ i fatti loro, prendendosi la briga di accudire e intrattenere i loro figli durante il giorno. Capita anche che la sera, però, intrattengano anche qualche padre con il vizietto e le mani un po’ lunghe, invece dei loro figli. Sono carine, giovani ed estroverse: sanno di fare un certo effetto su adulti che magari si ritrovano all’inizio della loro fase calante, e quindi ci giocano ingenuamente, inconsapevoli di quanto, qualche anno più tardi, rimpiangeranno quelle nottate brave. Ma il campeggio per loro, non è solo il luogo di lavoro, è anche una delle tante palestra di vita, dove assaggiare vizi e virtù della vita che le aspetterà.

8) GLI ADOLESCENTI

È un classico, per dei giovani appena maggiorenni, farsi le vacanze in campeggio a base di alcol, droga e tanto sesso promiscuo. Gruppi, o meglio, orde di ragazzi e ragazze dal testosterone abbondante che si riversano in piazzole di solito troppo piccole e mal posizionate. Le receptioniste hanno l’occhio lungo e non appena vedono gruppi come questi, ci mettono un attimo a ficcarli in qualche angolo isolato del campeggio, lontano da famiglie, bagni e comfort, consapevoli del chiasso che questi faranno nelle ore tarde della notte. Di solito li vedi comparire al bar del campeggio intorno alle 2/3 del pomeriggio, con quegli occhi gonfi tipici di chi si è appena svegliato. Il loro pranzo è un cappuccino con brioche alla Nutella, prima di lanciarsi in aperitivi a base di morettone da 66cl e spritz fino a mezzanotte, orario in cui vanno in spiaggia a fare il bagno. Infine li senti cantare e strillare fino all’alba le canzoni di Vasco, circondati da genitori sull’orlo di una crisi di nervi, i quali ogni 5 minuti lanciano minacce di morte. Ma ai ragazzini non interessa, anzi, quello diventa solo un argomento in più su cui farci una bella grassa risata nel bel mezzo della notte.

9) IL DEVASTATO

Come sempre è uno del posto, che ha la casa poco distante dal campeggio, immersa nella pineta e a due passi dal mare. Tanto ricco e  benestante quanto alcolizzato e tossicodipendente. Lo vedi raggiungere il bar  del campeggio ogni mattina, dove saluta i baristi, suoi migliori amici dell’estate, e si fa un caffè corretto Sambuca. Poco più tardi lo puoi scorgere fra i lettini della spiaggia a pagamento a sorseggiare prosecco, evitando di esporre anche un solo lembo della propria pelle al sole. È L’unico in tutto il campeggio, forse solo insieme alle receptioniste, che rimane bianco senza un minimo di abbronzatura. Dalle 5 del pomeriggio, fino alle 11 di sera, vedi al sua testa dai capelli ricci e rossi penzolare, quasi senza forza di volontà per rimanere su, al baretto della spiaggia, bevendo Campari in bicchieri da cocktail e fumando Marlboro light una dietro l’altra. Lo senti puzzare d’alcol quando ci passi vicino e può capitare che ti prenda in simpatia, iniziando a offrirti shots di vodka, che tu neanche vuoi, così, senza nemmeno richiedere un minimo di compagnia o di gratitudine. Ma lui è fatto così, è un tipo generoso. Poi, quando ricorda di avere un bel letto comodo sotto un tetto a due passi da lì e non una tenda sporca e scomoda, si ordina un ultimo giro e, con il sorrisetto stampato in faccia, saluta tutti e se ne va, camminando rasente ai muri e fermandosi di tanto in tanto a riposare.

10) QUELLI CHE RITORNANO AKA IO E MIO FRATELLO

E infine ci sono quelli che si ritrovano in quel campeggio dopo anni e anni di distanza. Proprio come è capitato a me e mio fratello quest’anno. Spinti da un’ondata di nostalgia e dalla voglia di staccare veramente dai ritmi cittadini, per la prima volta in anni di parole buttate al vento, abbiamo preso la macchina e ci siamo diretti in quello che ricordavamo essere il nostro paradiso terrestre di adolescenti. A metà tra giovani in cerca di festa e persone adulte alla ricerca della pace dei sensi, ci siamo ritrovati in un contesto strano, a noi avulso: ci sentivamo vecchi nei confronti dei ragazzi intorno a noi, che ci guardavo schifati, come incapaci di comprendere la nostra sola necessità di riposare; e al contempo ci sentivamo troppo giovani e ancora pieni di energie per socializzare e dare seguito a gruppi di adulti di poco più grandi di noi. In tre parole: ci siamo isolati. Dopo un paio di giorni a chiederci perché lo stessimo facendo, la pace dei sensi è come se ci fosse venuta a bussare alla nostra tenda in pieno sole dalle 6 del mattino, portandoci tranquillità e rilassatezza. Essendo dei corpi estranei e fuori dai canoni più classici del campeggio tradizionale, la gente ha cominciato a scrutarci con occhi di interesse,e , qualche volta, di paura. Convinti fossimo una coppia gay (nonostante io e mio fratello siamo identici), le poche persone che hanno avuto il coraggio di avvicinarsi a noi rimanevano sempre sorprese nel vedere due fratelli da soli in un campeggio principalmente destinato per famiglie. ‘Dovevate andare al “Baia Rossa” quello si che è per i ragazzi giovani come voi in cerca di belle ragazzine.’

‘A noi non interessano le bella ragazzine signora’.

‘Beh allora al “Baia Nera”, quello è il campeggio per gli omosessuali’

‘Non ci interessa neanche quello signora, siamo qui soltanto per ricaricare le pile, andare al mare e goderci la natura intorno a noi’

‘A beh, contenti voi allora’ e se ne andavo, come delusi da una normalità così disarmante e non tipica dei giovani d’oggi. Ma a noi è andata bene così: avevamo davvero bisogno di riposarci un po’ e di stare insieme, di confrontarci, come erano anni che non ci accadeva di fare.

È stato bello, davvero un salto nel passato, come le ore passate a giocare a racchettoni sotto il sole cocente e le lunghe passeggiate sul bagnasciuga. Allora parlavamo di “Dragon Ball” e “Pokemon”, mentre oggi ridevamo e scherzavamo di tutti quei 30/40/50enni attaccati al cellulare che invece di ammirare il tramonto sulla spiaggia e godersi la natura, correvano appresso a degli animaletti virtuali nei cessi del campeggio.

G.

  Adam Simpson tents

“Tents” Illustration by Adam Simpson

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